IL CLORO

L’acqua destinata ad uso potabile è un bene che deve essere garantito, insieme alla sicurezza per la salute e per l’ambiente.

Sapevate che il cloro è un gas velenoso?

Dopo tanti anni di acqua clorata, l’opinione pubblica vi si è talmente abituata che si tende a dimenticare tutte le primitive obiezioni e a pensare che l’unico difetto dell’acqua clorata sia che puzza e ha un pessimo sapore.

IL CLORO
Il cloro è la comune candeggina (o ipoclorito), una sostanza tossica, inquinante, irritante.
il cloro viene messo nell’acqua per la sterilizzazione, ma comporta gravi conseguenze per la salute.
• è irritante delle pareti dello stomaco e dell’intestino;
• distrugge la flora batterica dell’intestino,
• distrugge la vitamina E, uno dei principali antiossidanti delle cellule;
• può causare aborti spontanei;
• è causa di malattie cardiocircolatorio;
• è uno dei responsabili dell’arteriosclerosi;
• produce sostanze derivanti chiamate TRIALOMETANI, che sono cancerogene di fegato, reni, vescica, colon e retto.

I trialometani (THM) e altri organoalogenati (DBP sottoprodotti da disinfezione) sono sostanze tossiche e cancerogene che derivano dal cloro nell’acqua potabile. Gli studi sui trialometani sono stati pubblicati dall’Istituto Nazionale per il Cancro degli Stati Uniti d’America nel 1993.

E’ opinione largamente diffusa che l’acqua del rubinetto non sia buona per bere, ma che una volta bollita diventi buona. La bollitura, può uccidere i batteri residui sfuggiti alla clorazione, ma non elimina i virus, o per lo meno non tutti. la bollitura, inoltre, non ha nessun effetto sulle sostanze minerali inorganiche e sulle sostanze tossiche presenti nell’acqua potabile, che anzi, per effetto dell’evaporazione dell’acqua, si concentrano ancora di più.

Il cloro non evapora nell’acqua fredda o a temperatura ambiente. per averne conferma basta lasciare l’acqua del rubinetto in un bicchiere per un giorno e il giorno seguente si sentirà che l’acqua è ancora più puzzolente del giorno precedente. per evaporare il cloro ha bisogno del calore, ma è necessario un’ebollizione di almeno 30 minuti perché possa venir elimina la quantità di cloro che si trova normalmente nell’acqua, cioè 200 microgrammi per litro.
Solo apparentemente la cottura dei cibi elimina il cloro, in quanto ne copre il puzzo e il sapore, in realtà ogni giorno si cucinano cibi in un’acqua inquinata e si mangiano cibi che durante la cottura hanno assorbito il cloro e i suoi derivati cancerogeni, i trialometani.

Conclusioni: l’acqua destinata al consumo umano, per definizione potabile, è un bene che deve essere garantito a tutti gli abitanti del pianeta e dobbiamo tutti insieme chiedere fortemente l’applicazione di sistemi di potabilizzazione alternativi che non costituiscano pericolo per la salute e per l’ambiente e sostenere la promozione di interventi che consentano la possibilità di utilizzare l’acqua del rubinetto.

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